il traguardo che ci modella
A volte il traguardo non è una linea bianca sul terreno: è un momento, un respiro, una sensazione che arriva quando meno te l’aspetti. In questi giorni mi è tornata in mente una corsa campestre che si faceva nel mio quartiere, negli anni ’80 la “Stracada”. Una corsa semplice, di quelle che profumano di erba bagnata e di mattine fresche. E mi sono accorto che era la metafora perfetta del mio percorso nel Taekwon‑Do . Si partiva in tanti. L’aria era frizzante, le scarpe leggere, le gambe piene di energia. Il cuore batteva forte… di entusiasmo. Ci si guardava negli occhi: “ dai, che ce la facciamo” . Il rumore delle prime falcate era un misto polvere di cemento, di terra smossa e fiato corto, ma si rideva, si parlava con l’amico accanto, si osservavano gli altri correre. Ognuno cercava il proprio ritmo, qualcuno pensava alla tecnica, qualcuno solo a non inciampare. Poi il tempo iniziava a cambiare. Il sudore scendeva lungo la schiena, il respiro diventava più cal...