Non mi piaceva leggere. Poi un libro mi ha fregato (e non sono più tornato indietro)

Quando ero piccolo odiavo leggere. Per me era tempo perso. Mi piazzavo sul divano, sepolto tra i cuscini, con la televisione accesa, convinto che nulla potesse raccontare meglio di ciò che vedevano i miei occhi.

Con gli anni, per fortuna, ho cambiato idea.

Probabilmente la colpa è stata del primo libro che mi ha davvero preso. L’ho trovato per caso su una bancarella. Lo presi in mano, sentii il peso, accarezzai la copertina liscia. Il pollice iniziò a sfogliare le pagine, come un prestigiatore con le carte, e quel profumo di carta mi arrivò dritto al naso.

 

Lo girai e lessi la trama. “Perché no?” mi dissi.

Da lì iniziò tutto: "La spada di Shannara" di Terry Brooks. Finito in quattro giorni.

Quello che ho scoperto, sulla mia pelle, è che quando leggi non stai solo capendo parole, virgole e punti. Il cervello pensa che tu stia vivendo un’altra vita. Emozioni e sensazioni si intrecciano, la mente costruisce scenari e li vede come se fosse un film nato dal nulla.

Leggi di qualcuno che mangia… e ti viene fame.

Leggi che qualcuno corre… e senti il fiato corto.

Basta che l’autore descriva un gesto, un suono, un profumo… e sei lì dentro.

La mente non si limita a capire le parole: le vive. Sta creando una specie di realtà parallela tutta sua. Il nostro “avatar” si muove ed è il personaggio che osserva la storia dall’esterno o la vive in prima persona.

Le storie sono potenti perché aiutano a capire situazioni che assomigliano a quelle di tutti i giorni. Anche se sei nello spazio o nel Medioevo, impari nuove parole, nuovi modi di dire e anche nuovi modi di pensare. Inizi a guardare gli altri con occhi diversi, a volte persino più chiari.

Leggere mette il cervello in moto a tutto tondo: capire i personaggi, seguire la trama, riempire i vuoti con la propria fantasia.

Romanzi, gialli, fantasy, fantascienza… sono come una palestra per la mente. Non stai solo leggendo: stai facendo un bel aggiornamento interno.

Quindi… mamme e papà: ogni tanto fate sparire cellulare e console. Mettete in mano ai bambini un bel libro. Chiedete loro cosa hanno letto, cosa li ha colpiti, com’era il personaggio, cosa avrebbero fatto al suo posto, cosa hanno provato.

Ve lo dice uno che odiava leggere… e adesso si è messo a scrivere.

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