Perché un bambino può avere paura del combattimento nel Taekwon-Do
Questo articolo mi è venuto in mente parlando con diversi genitori, anche negli anni passati, che mi hanno raccontato delle difficoltà che alcuni bambini incontrano quando si avvicinano alla parte del combattimento sportivo nel Taekwon-Do.
Ricordo bene le loro parole e persino le espressioni dei piccoli: occhi grandi che seguono i movimenti veloci del compagno, il rumore dei colpi delle protezioni, il cuore che batte più forte quando si immagina di dover entrare nello spazio dell'altro.
È normale che un bambino, davanti a queste sensazioni nuove, provi un po’ di paura.
Il combattimento, visto da fuori, può sembrare qualcosa di duro o aggressivo. I bambini spesso lo associano all’idea di “fare male” a un altro compagno o di farsi male loro stessi. Le protezioni, le regole, i movimenti veloci possono apparire complicati e mettono timore. Ma questa paura non è un ostacolo: è semplicemente il segnale che il bambino sta entrando in un mondo che non conosce ancora.
Per avvicinarlo, il dialogo è la chiave. Non servono spiegazioni tecniche o parole difficili, basta raccontare con semplicità cosa significa davvero questa parte della disciplina. Il combattimento non è una rissa, ma un gioco regolato, sicuro e rispettoso. Ci sono regole precise, arbitri che controllano, protezioni che evitano i colpi pericolosi. Prima e dopo ogni incontro ci si saluta e l’avversario non è un nemico… è un compagno con cui si cresce insieme.
Parlando così, la paura può trasformarsi in curiosità. Il bambino scopre che il combattimento è un’occasione per imparare a muoversi meglio, a controllare il corpo e la mente, a diventare più... coraggioso. È come una partita di calcio o di basket: ci sono regole, punti da guadagnare e la sfida è divertente. Solo che invece di correre dietro a una palla si usano calci e pugni controllati.
Quando un bambino capisce che non deve “fare male” a nessuno, ma che sta partecipando a un gioco speciale dove si impara disciplina e rispetto, la paura piano piano lascia spazio al sorriso. E spesso, proprio da quella paura iniziale, nasce la soddisfazione più grande: scoprire di essere capaci di affrontare una sfida e di farlo con gioia.
Il Taekwon-Do non è solo tecnica: è un percorso di crescita.
Il combattimento sportivo, se spiegato con parole semplici e rassicuranti, diventa un momento prezioso per insegnare ai bambini valori importanti come rispetto, coraggio e amicizia.
Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di affrontarla.
Nelson Mandela

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