Che cos’è la consapevolezza della situazione nella difesa personale

 

Tempo di lettura: circa 8 minuti

 

Introduzione

Quando si parla di difesa personale, l’attenzione spesso ricade sulle tecniche fisiche: imparare come bloccare, come colpire, come difendersi nel momento dell’aggressione. Ma prima ancora di arrivare a quel momento, c’è un elemento molto più sottile, e altrettanto decisivo, che fa la differenza: la cosiddetta consapevolezza della situazione. In parole semplici, significa essere presenti, attenti, consapevoli di ciò che ci circonda, e capire in anticipo se qualcosa può non andare bene. In questo articolo spieghiamo cosa significa esattamente, come funziona, e perché diventa una parte fondamentale della difesa personale.

 

Cosa significa “consapevolezza della situazione”

La consapevolezza della situazione è la capacità di percepire l’ambiente intorno a noi, capire cosa sta accadendo, riconoscere quando qualcosa non va come dovrebbe, e reagire di conseguenza. In pratica, riguarda tre fasi: vedere cosa c’è, capire cosa significa, prevedere cosa potrebbe accadere.

Per fare un esempio concreto: cammini per strada, tieni lo sguardo al cellulare, hai le cuffie alte e forse non rifletti su chi c’è intorno a te, quali zone stai attraversando, se c’è un punto d’uscita o una via di fuga. In quel caso la consapevolezza della situazione è bassa. Se invece alzi lo sguardo, controlli il marciapiede, eviti distrazioni, osservi eventuali anomalie (qualcuno che segue, qualcuno che si comporta in modo strano) allora la tua consapevolezza è elevata.

Essere consapevoli di ciò che sta accadendo intorno a te e riconoscere se potrebbe esserci una minaccia per la tua sicurezza o protezione è la base della consapevolezza situazionale

È importante sottolineare che non si tratta di vivere nel terrore o di paranoia, ma di acquisire un atteggiamento attivo e vigile che diventi una abitudine quotidiana.

 

Perché è così importante nella difesa personale

Ci sono vari motivi per cui la consapevolezza della situazione assume un ruolo centrale nella difesa personale:

1. Prevenire è meglio che reagire

Se riesci a percepire un segnale d’allarme, un comportamento strano, un ambiente che cambia, hai la possibilità di evitare l’aggressione prima che accada. Aiuta a identificare potenziali minacce prima che diventino pericoli reali).

2. Aumenta il tempo a disposizione per reagire

Quando sei consapevole, hai un margine di “reazione” maggiore: puoi scegliere di cambiare percorso, chiedere aiuto, prepararti mentalmente. Questo può essere decisivo per ridurre il danno o per evitare del tutto lo scontro. Essendo consapevole di ciò che ti circonda, puoi identificare potenziali minacce, evitare situazioni pericolose e rispondere in modo appropriato alle emergenze.

3. Deterre potenziali aggressori

Un comportamento attento e vigile rende difficile per un potenziale aggressore scegliere te come bersaglio: spesso chi attacca cerca una persona distratta, isolata, vulnerabile. Il giusto atteggiamento comunica “non sono un bersaglio facile”.

4. Migliora la fiducia e il controllo personale

Quando sai di poter contare su un buon livello di consapevolezza, ti senti più sicuro. Non significa essere impermeabili da ogni rischio, ma sentirsi meno vittima degli eventi. Questo rafforza anche la tua capacità di decisione e la tua presenza mentale nel momento critico.

5. Riduce l’impatto emotivo e psicologico

Trovarsi in un’aggressione senza aver avuto modo di reagire è spesso molto traumatico. Se invece sei pronto, hai visto l’evento in arrivo, hai fatto qualcosa per mitigarlo, l’evento stesso ha meno potere su di te anche dopo.

 

Come funziona nella pratica

Passiamo ad alcuni aspetti concreti di come applicare la consapevolezza della situazione nella vita quotidiana, integrandoli in un contesto di difesa personale.

Osservazione attiva dell’ambiente: significa alzare lo sguardo dal telefono, evitare di essere immersi nella musica o nelle cuffie che isolano, guardare dove si va, che persone ci sono, quali sono gli ingressi e uscite di un luogo, se l’illuminazione è buona, se ci sono ostacoli o zone poco controllate. Usa tutti i tuoi sensi: fai attenzione non solo a ciò che vedi, ma anche a ciò che senti... e a ciò che provi.

Interpretazione e giudizio: una volta raccolte le informazioni dall’ambiente, bisogna dare un significato: è normale che qualcuno stia camminando in quella direzione o appare insospettabile? L’ambiente è cambiato rispetto a quanto mi aspettavo? Sto attraversando una zona che di solito è affollata e adesso è vuota? Tale capacità di interpretare è ciò che distingue la semplice attenzione dalla vera consapevolezza.

Proiezione e decisione: l’ultimo passo è prevedere cosa potrebbe accadere e decidere cosa fare. Ad esempio: se noto che qualcuno mi segue, posso cambiare senso di marcia, andare in un luogo pubblico, telefonare a qualcuno, variare percorso. Il modello della consapevolezza della situazione è composto come segue: percezione… comprensione… previsione.

Evitare distrazioni e abitudini che indeboliscono la consapevolezza: essere distratti dallo smartphone, andare sempre nei soliti percorsi senza variare, non considerare che anche luoghi familiari possano presentare rischi sono elementi che abbassano la consapevolezza. La mancanza di consapevolezza della situazione può essere causata da stanchezza, distrazioni mentali, stress.

 

Alcune situazioni reali e comuni

Immagina di uscire da solo la sera. Se mantieni un livello di consapevolezza adeguato, potresti scegliere un percorso ben illuminato, evitare strade secondarie, tenere le mani libere, usare il telefono solo se necessario e tenere lo sguardo attento all’ambiente. Se invece sei distratto, pensi al messaggio da scrivere, non guardi cosa c’è dietro di te, potresti trovarti in una situazione di vulnerabilità.

Oppure immagina di entrare in un luogo affollato, ad esempio un mercatino o un evento pubblico. La consapevolezza della situazione ti aiuta a notare vie di uscita, l’uscita, eventuali zone isolate, comportamenti strani da parte delle persone, e ti invita a non pensare soltanto “beh è una folla, sono al sicuro”, perché l’affollamento non è garanzia di sicurezza attiva.

In entrambi i casi, la consapevolezza ti fornisce un vantaggio che può essere sia psicologico (ti senti più preparato) che pratico (puoi agire prima, evitarla, o adattarti).

 

Limiti e considerazioni importanti

Anche la consapevolezza della situazione ha dei limiti che è bene considerare. Non è una protezione infallibile: ci possono essere aggressori molto rapidi, eventi imprevisti, contesti in cui non è possibile avere il pieno controllo. Tuttavia è una delle misure più efficaci che si possono adottare e spesso produce risultati molto migliori rispetto a contare solo sulla reazione fisica.

Inoltre, non bisogna confondere “essere consapevole” con “vivere in paura costante”: l’obiettivo non è l’ipervigilanza che impedisce di vivere serenamente, ma un atteggiamento equlibrato di presenza e attenzione. La consapevolezza situazionale non riguarda solo vedere qualcosa e dire qualcosa... riguarda l'essere presenti, impegnati e osservatori.

Occorre infine allenamento: la consapevolezza è una “capacità” che va sviluppata con abitudine, pratica, e con integrazione nel quotidiano. Non basta pensarci una volta: bisogna farlo diventare un comportamento naturale.

 

Conclusione

La consapevolezza della situazione è un pilastro fondamentale della difesa personale: perché ti fa sentire più sicuro, ti permette di evitare molte situazioni a rischio, ti dà tempo per reagire e ti posiziona come soggetto attivo nella tua sicurezza, non come vittima passiva. Non si tratta di diventare sospettosi o vivere con ansia, ma di adottare uno stile di attenzione consapevole che si integra nella vita di tutti i giorni. Quando si combina con la prevenzione e con una reale capacità di difesa, la consapevolezza della situazione può davvero fare la differenza.

 

Bibliografia

 

Libri e monografie consigliati per approfondire

  • Difesa personale. Psicologia e strategia dell'autodifesa nelle aggressioni — Barbara Mazzardis, Maggioli Editore, 2018.
  • Basta Paura! Autodifesa istintiva – Wilding — Mario Furlan, Franco Angeli Edizioni, 2015.
  • S.O.S. sicurezza. Manuale completo di difesa personale — Massimiliano Placanica, Youcanprint, 2012.
  •  La difesa personale per le donne – Strategie e tattiche per prevenire atti violenti — Donato Massimo Tartaglione, 3ª ed., 2021.
  • Proteggersi con la difesa personale israeliana — Rossella Pescante & Katia Vellucci, BookSprint Edizioni, 2012.
  • Primum vivere. Difesa personale femminile tra istinto primordiale e consapevolezza profonda — Graziano Galvani, Zerotre, 2016.

 


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