Che cos’è la prevenzione nella difesa personale

 

 

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Introduzione

Quando si parla di difesa personale, spesso la nostra mente corre subito alle tecniche fisiche: saper schivare, bloccare, colpire. Tuttavia, prima ancora di arrivare a questo, vi è un passaggio fondamentale: la prevenzione. In questo articolo spiegheremo, in parole semplici, che cosa significa “prevenzione” nel contesto della difesa personale e perché essa assume un ruolo così rilevante. Partiremo dal concetto generale, passeremo poi agli obiettivi, ai benefici e infine a qualche indicazione pratica su come promuovere la prevenzione nella vita quotidiana.

 

Che cos’è la prevenzione nella difesa personale

La prevenzione, nel contesto della difesa personale, può essere definita come l’insieme delle azioni, consapevolezze e atteggiamenti che permettono di evitare o ridurre il rischio di trovarsi in una situazione di aggressione o pericolo. In altre parole: non solo imparare a reagire se accade qualcosa, ma soprattutto sforzarsi di fare in modo che non accada o che, se accade, sia gestita con maggiore vantaggio.

Ad esempio, sul sito di un’associazione che insegna autodifesa si legge che “la prevenzione è la difesa personale più intelligente”.
Un altro passaggio spiega che nella difesa personale “la prevenzione serve ad evitare inutili situazioni a rischio per la persona”.
E ancora: “La difesa personale deve essere vista come una cultura di prevenzione adatta a tutti”.

In sintesi: prevenzione = consapevolezza + azione prima che il danno accada.

 

Perché la prevenzione è così importante

1. Riduce la probabilità di aggressione

Se una persona è attenta all’ambiente, riconosce segnali di rischio, evita situazioni isolate o potenzialmente pericolose, ha già fatto un primo passo verso la sicurezza. Un esempio concreto: salire delle scale isolati, in un punto poco illuminato, con le cuffie e distratti dallo smartphone, significa abbassare la guardia. Un articolo dedicato alle scale suggerisce: “Controlla l’ambiente prima di entrare… Tieni le mani libere… Postura dritta, sguardo attento”.
Questo tipo di comportamento è prevenzione attiva.

2. Dà tempo e vantaggio

Uno degli obiettivi della prevenzione è quello di dare tempo: tempo per valutare, tempo per fuggire, tempo per reagire. Quando siamo sorpresi, siamo in svantaggio. La prevenzione aiuta a non essere sorpresi.
Avendo tempo, possiamo anche scegliere la strategia migliore: evitare, allontanarsi, chiedere aiuto.

3. Migliora l’atteggiamento mentale

La prevenzione non riguarda solo il corpo, ma anche la mente. Essere consapevoli del proprio stato, delle proprie emozioni (come la paura), del proprio rapporto con l’ambiente, significa essere meno vulnerabili. Per esempio, un sito precisa: “La mente umana … va aiutata a capire cosa succede mentalmente prima di un’aggressione: la paura (blocco arti inferiori, visione a tunnel, ecc.)”.
Una persona preparata mentalmente può mantenere la calma, riconoscere i segnali, e scegliere la reazione più opportuna.

4. Evita il confronto fisico quando possibile

Uno degli scopi della prevenzione è quello di evitare di dover arrivare allo scontro fisico. Questo è importante non solo per la propria incolumità, ma anche per rispettare limiti legali e morali. Molte aggressioni si possono evitare semplicemente con un comportamento consapevole. Come si legge: “Per alcuni la miglior vittoria è quella ottenuta senza combattere”.
Evitare è meglio che curare: questo vale anche nella difesa personale.

5. Costruisce una cultura della sicurezza quotidiana

Spesso pensiamo alla difesa personale solo come a un corso o a una lezione, ma la prevenzione implica una cultura: una modalità di pensare e vivere che dà priorità alla propria sicurezza, al proprio benessere, al proprio ambiente. Questo cambiamento mentale è uno degli aspetti più duraturi e utili nel tempo.

 

Quali sono gli elementi chiave della prevenzione

Ecco alcuni elementi che, insieme, costituiscono una buona prevenzione nella difesa personale.

  • Consapevolezza dell’ambiente: conoscere il luogo in cui ci si trova, essere attenti a chi c’è, alle vie di fuga, alla visibilità, alla illuminazione. Per esempio, scegliere di salire le scale tenendosi al corrimano, con mano libera, guardando dietro.
  • Gestione della distanza e del contatto: sapere da che distanza ci si trova rispetto agli altri, usare la voce, usare il corpo in modo da non risultare un bersaglio facile. In un documento sulla prevenzione delle aggressioni viene spiegato il concetto di distanza intima, personale, sociale, pubblica—e come questa sia utile per capire quando si sta entrando in una zona di potenziale pericolo.
  • Postura e linguaggio del corpo: non solo come ci muoviamo fisicamente, ma anche come ci poniamo verso gli altri: evitare atteggiamenti che mostrino debolezza o distrazione. Una persona che appare consapevole, vigile e “in controllo” è generalmente meno presa di mira.
  • Preparazione mentale ed emotiva: riconoscere le proprie emozioni (paura, ansia), sapere come reagire, non farsi prendere dal panico. Questo prepara meglio al caso che qualcosa si manifesti.
  • Costruzione di vie di fuga o alternative: evitare di trovarsi in trappola, sapere dove andare, chi avvisare, come reagire. Anche questo è prevenzione.
  • Adattamento del comportamento al contesto: scegliere come vestirsi, come muoversi, che oggetti portare con sé, come comportarsi in luoghi isolati o poco frequentati. Anche questi dettagli contano.

 

Alcuni esempi pratici

Per rendere più concreto il concetto, vediamo due situazioni semplici.

Esempio 1: camminare da soli dopo il tramonto

Immagina di dover rientrare a casa da soli dopo il tramonto. Un buon approccio di prevenzione include: scegliere strade ben illuminate, evitare di guardare lo smartphone in modo distratto, tenere la mano libera, osservare dietro di sé ogni tanto, evitare cuffie troppo isolanti, preferire marciapiedi vicini al traffico piuttosto che zone buie e isolate. Così riduci la probabilità che qualcuno ti sorprenda e guadagni tempo per reagire o evitare.
Un articolo specifico consiglia: “Controlla l’ambiente prima di entrare … se senti passi dietro di te … cambia strategia”.

Esempio 2: entrare in un ascensore o salire scale in un palazzo

È un momento particolarmente vulnerabile: poca visuale, spesso soli, mani occupate e l’attenzione magari distra­tta. Un buon atteggiamento di prevenzione è: non salire se l’ambiente è poco tranquillo, tenere la mano libera, scegliere il corrimano, salire con passo deciso e sguardo attento, evitare borse che limitino i movimenti e magari fingere una telefonata se ci si sente osservati. Questi semplici dettagli possono già fare una grande differenza. (Come suggerito da una scuola di difesa).

Limiti della prevenzione e considerazioni realistiche

Va detto che la prevenzione non è una garanzia al 100%: non sempre è possibile evitare un’aggressione, non sempre le situazioni sono sotto il nostro controllo. Ma proprio per questo motivo è tanto più importante avere un approccio globale: psicologico, comportamentale e tecnico.

Inoltre, la prevenzione non deve essere confusa con paranoia: essere vigili non equivale a vivere nel terrore. Una delle fonti chiarisce: “La prevenzione non è paranoia: è consapevolezza”.
Infine, chi pensa che basti una lezione o un corso rapido solo di tecniche fisiche senza acquisire la mentalità preventiva è spesso sotto una falsa illusione. Bisogna prepararsi a livello mentale, comportamentale e tecnico per aumentare la propria sicurezza globale.

 

Conclusione

In conclusione, la prevenzione nella difesa personale è quella parte del percorso che si occupa prima dell’evento, non solamente dopo. È un insieme di comportamenti, attitudini, riflessioni e azioni che mirano a ridurre il rischio, dare tempo, dare vantaggio, migliorare la fiducia in sé stessi e rendere l’ambiente circostante un alleato anziché un nemico. Investire nella prevenzione significa investire nella propria sicurezza quotidiana, nella serenità e nella capacità di far fronte, con maggiore consapevolezza, alle situazioni difficili.

Se vuoi approfondire, in conclusione trovi una bibliografia e una lista di testi consigliati su cui puoi informarti in maniera più completa.

 

Bibliografia (in gran parte in italiano)

Testi e monografie consigliati per approfondire


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