La figura dell’insegnante nel Taekwon-Do e nelle arti marziali
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Tempo di lettura: circa 8 minuti
Introduzione
L’insegnante nel Taekwon-Do, o nelle arti marziali, deve avere quella particolare sicurezza che, come un albero, poggia le sue radici in una tranquillità personale costruita attraverso la ricerca della propria formazione sportiva e non solo.
Questa diventa la sua forza, perché nasce da un percorso che organizza in modo completo la sua attività sportiva, tecnica e anche quella gestionale.
Per salire sempre più in alto, per il proprio bene e per quello dei propri allievi, occorre trovare il modo di essere un insegnante coerente con ciò che si è. Un insegnante che migliora non solo in palestra, ma anche nella più generale capacità di essere una guida: migliore, più serena, più ottimista.
Per vincere, occorre formarsi, credere in ciò che si sta facendo, saper organizzare le proprie capacità e gestire al meglio le proprie forze.
Chi è e che cosa si chiede a un insegnante
Essere insegnanti significa gestire in modo finalizzato il raggiungimento degli obiettivi che ci si è prefissati per la crescita sportiva e marziale degli atleti.
L’insegnante è una persona che si costruisce poco alla volta: risultato dopo risultato, impegno dopo impegno, migliorando costantemente sé stesso e la propria capacità di guidare gli altri.
Cosa dovrebbe avere l’insegnante
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Capacità di volersi migliorare.
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Elasticità mentale per entrare e uscire dai problemi, anche spezzettandoli o collegandoli tra loro.
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Conoscenza tecnica e professionale del proprio ruolo.
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Capacità di essere un leader, un punto di riferimento.
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Capacità di dare sicurezza.
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Capacità di comunicare facendosi ascoltare, capire e seguire.
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Capacità di esprimersi in modo chiaro e sicuro.
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Capacità di programmarsi per ottenere il massimo da sé stessi.
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Capacità di programmare allenamenti concreti e realizzabili.
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Capacità di gestire le persone con sicurezza e autorevolezza.
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Capacità di gestire le situazioni conflittuali.
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Capacità di lavorare in gruppo con altri insegnanti.
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Capacità di sostenere e comprendere sentimenti negativi.
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Capacità di prendere decisioni razionali e non emotive.
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Capacità di innovare sé stesso e il proprio sapere.
Compiti dell’insegnante
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Definire obiettivi raggiungibili.
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Scegliere un piano di lavoro in base alla qualità e quantità dell’impegno richiesto.
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Organizzare e coordinare l’utilizzo delle risorse (intese come energie personali, tempo, strumenti, attrezzatura, collaboratori).
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Delegare, quando serve, attribuendo responsabilità chiare.
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Gestire il tempo e controllare l’andamento delle deleghe.
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Tenere attivo un flusso informativo che permetta di capire come sta procedendo il lavoro.
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Raggiungere e migliorare gli obiettivi nei tempi previsti.
Ambiente dell’insegnamento
L’insegnante deve sapere che il suo lavoro è sempre sotto pressione e che, per continuare nel suo compito, deve essere sempre un gradino avanti rispetto ai problemi.
Tipi di ambiente con cui l’insegnante deve confrontarsi
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Ambiente interno: la palestra e le sue risorse.
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Ambiente operativo: federazioni, comuni, altre palestre, enti di promozione sportiva.
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Ambiente esterno: cambiamenti delle leggi, innovazioni sportive, variazioni federative.
Questi tre ambienti devono essere ben conosciuti per ottenere il massimo vantaggio per la palestra e per gli atleti. Conoscerli significa anche osservarli, capire ciò che avviene fuori dalla palestra e sapersi adattare, modificando la programmazione e le deleghe quando necessario.
Per l’insegnante è fondamentale conoscere sé stesso, sapere fino a che punto può lavorare sotto pressione e capire quando è il momento di delegare o cambiare qualcosa.
Conoscere e comunicare con sé stessi permette di imparare come guidarsi nel modo più adatto per continuare a crescere.
Il rapporto con la realtà e l’equilibrio dell’insegnante
La prima caratteristica dell’insegnante è avere un buon rapporto con la realtà, tale da permettergli di mantenere sempre un margine di controllo e non esserne travolto. Per “realtà” si intende tutto ciò che si è incontrato e percepito fino al momento presente.
Ogni esperienza diventa un momento di crescita emotiva, un passo avanti nella capacità di sostenere situazioni sempre più difficili senza fuggire o arrendersi.
Un codice morale rigido ma non chiuso è un altro strumento fondamentale di stabilità.
Altre caratteristiche importanti sono la capacità organizzativa, il controllo, la gestione e l’impegno nel rinnovarsi per restare sempre “in gara”, mantenendo fiducia in sé stessi.
Aspetti negativi da combattere
Per fare l’insegnante servono molte doti positive, ma è altrettanto necessario conoscere e contenere alcuni lati del carattere che possono ostacolare il percorso:
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Bassa stima di sé.
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Tendenza a lasciarsi plagiare o prevaricare.
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Incapacità di gestire l’aggressività.
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Mancanza di coraggio nelle scelte.
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Incapacità di immedesimarsi negli altri.
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Incapacità di prevedere il comportamento delle persone.
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Difficoltà a risultare limpidi e simpatici.
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Incapacità di far sì che gli altri si fidino di noi.
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Tendenza a trovare sempre alibi agli insuccessi.
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Eccessiva imitazione di ciò che già esiste, senza creatività.
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Incapacità di prendere decisioni sicure e tempestive.
Conclusione
L’insegnante nel Taekwon-Do è una figura complessa: deve essere tecnico, guida, educatore e organizzatore.
Il suo ruolo non si limita a trasmettere tecniche, ma consiste nel costruire un ambiente sereno, motivante e coerente con i valori delle arti marziali.
Per riuscirci deve crescere costantemente, mantenere un comportamento equilibrato e saper affrontare i propri limiti.
Solo così potrà aiutare i suoi allievi a diventare non solo atleti più forti, ma soprattutto persone migliori.
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