La gestione delle emozioni nella difesa personale
Tempo di lettura: circa 8 minuti
Introduzione
Quando si
parla di difesa personale, la prima cosa che viene in mente è spesso l’azione
fisica: saper parare, saper reagire, saper utilizzare la forza se necessario.
Eppure, prima ancora della forza fisica, esiste un elemento cruciale che decide
spesso l’esito di una situazione critica: la gestione delle emozioni.
Questo articolo spiega in parole semplici che cosa significa gestire le
emozioni nel contesto della difesa personale, perché è così importante, come
influisce sul nostro comportamento e quali strumenti possiamo utilizzare per
migliorare questa capacità. Tutto basato su fonti reali.
Che cosa
significa “gestione delle emozioni” nella difesa personale
Gestire le
emozioni significa essere in grado di riconoscerle quando si presentano (Es.:
paura, rabbia, panico) e di non
lasciarsi sopraffare da esse, ma piuttosto utilizzarle o
contenerle in modo che non compromettano la nostra capacità di decidere,
muoverci o reagire. Non si tratta di ignorare o reprimere le emozioni (che può
portare a problemi) ma di in modo da mantenere lucidità, presenza mentale e
azione efficace.
L’intelligenza
emotiva può essere considerata la prima linea di difesa in ogni situazione.
In pratica,
quando ci troviamo di fronte a un possibile pericolo, non è solo il corpo che
deve essere pronto, ma anche la mente e le emozioni: se la paura ci blocca, se
la rabbia ci acceca, se lo shock ci paralizza, la tecnica fisica ha ben poco
spazio.
Perché la
gestione delle emozioni è così importante
Ci sono vari
motivi per cui la capacità di gestire le emozioni risulta fondamentale nella
difesa personale.
Primo: evitare
reazioni impulsive o automatiche. Le emozioni intense (la paura, la rabbia,
il panico) possono attivare un’instabilità interna che compromette la nostra
risposta: un battito accelerato, una visione “a tunnel”, un blocco del
pensiero. Quando non si è in controllo emotivo il cervello razionale viene
superato dall’amigdala che funge da “radar” della minaccia.
L’amigdala è una piccola struttura del cervello, parte del sistema limbico, che regola le emozioni, in particolare la paura, contribuisce alle reazioni istintive e alla memoria emotiva. Ha queste principali funzioni:
- Elaborazione delle emozioni, soprattutto paura, rabbia e piacere
- Riconoscimento delle situazioni di pericolo e attivazione della risposta di allerta
- Memoria emotiva, cioè associa eventi a emozioni (es. ricordare qualcosa perché ha fatto paura)
- Regolazione delle reazioni istintive come attacco, fuga o congelamento
- Influenza sul comportamento sociale, aiutando a interpretare le espressioni emotive degli altri
L’amigdala,
è una sorta di “centralina emotiva” che aiuta il cervello a reagire rapidamente
agli stimoli importanti.
Questo
significa che chi non prepara anche le emozioni può trovarsi a reagire male o
troppo tardi.
Secondo: migliora
la capacità di scelta strategica. Gestire le emozioni ci consente non solo
di reagire, ma di decidere: evitare, allontanarsi, fuggire, o intervenire.
Quando le emozioni ci dominano, la scelta si riduce. È la capacità di passare
dalla modalità “reazione” alla modalità “risposta”.
Non si tratta
solo di “cosa faccio se qualcuno mi attacca”, ma di “come gestisco ciò che
provo in quel momento perché posso agire nel modo migliore”.
Terzo: riduce
il danno collaterale. Anche se non possiamo evitare ogni pericolo, avere le
emozioni sotto controllo significa che possiamo limitare il danno: meno panico,
meno errori, meno possibilità di essere sopraffatti. La capacità di rispondere
in modo adeguato alle emozioni è “funzionale a vivere“posso gestire” in modo
efficace e flessibile”.
La gestione
delle emozioni contribuisce a un atteggiamento più sicuro e proattivo: se
sentiamo che “posso gestire” e
non “potrei essere sopraffatto”,
il nostro comportamento esterno sarà più deciso, più vigile, meno vulnerabile.
Come
applicare la gestione delle emozioni nella difesa personale
Far diventare
la gestione delle emozioni un pilastro della difesa personale richiede qualche
consapevolezza e un po’ di pratica.
Prima di
tutto, è utile sviluppare la consapevolezza emotiva: imparare a
riconoscere ciò che provo. Esempio: “Ho paura”, “Mi sta salendo rabbia”, “Il
cuore batte forte”. Prendere un momento per riconoscerlo aiuta a diminuire
l’impatto automatico. Questa etichettatura delle emozioni aumenta la
consapevolezza e aiuta a gestire lo stress.
Questo non
significa che dobbiamo sempre fermarci a pensarci troppo, ma che, quando siamo
in un ambiente potenzialmente rischioso, questa parte mentale è attiva.
In secondo
luogo, è utile sviluppare la regolazione emotiva: tecniche pratiche come
respirazione profonda, pause brevi, focalizzazione, visualizzazione. Esempio:
“prendere un respiro profondo, contare fino a dieci, visualizzare una via di
uscita” tutto per ridurre l’intensità emotiva prima di agire.
In contesti
di autodifesa, questo significa che quando avverti la tensione salire, non
reagisci immediatamente con istinto, ma prendi un momento per “ri-centrarti”.
In terzo
luogo, è importante allenare un atteggiamento attivo, ovvero prepararsi
mentalmente alle emozioni che potrebbero emergere. Non servono scenari
fantasiosi, ma simulazioni nella mente: “Cosa farei se…?”, “Come reagirebbe il
mio corpo?”, “Qual è la mia scelta migliore?”. Si parla di trasformare
l’emozione in una “risposta pianificata” piuttosto che in una reazione
incontrollata.
Questo tipo
di preparazione mentale fa sì che, quando la situazione realmente critica si
manifesta, la mente abbia già un «promemoria» e non parta da zero.
È utile
integrare la gestione emotiva con la comunicazione e il linguaggio del corpo:
mantenere una postura sicura, una voce ferma, un atteggiamento vigile aiuta a
“controllare” l’emozione anche dall’esterno. Anche questo è parte della
capacità di non mostrarsi vulnerabili.
Alcuni esempi
1 - Stai tornando a casa tardi, da solo. All’improvviso senti passi dietro di te. La paura comincia a salire: cuore che batte, respiro che accelera. Invece di reagire immediatamente (ad esempio girarti di scatto, urlare, correre senza pensare), puoi attivare la gestione emotiva: riconosci l’emozione (“sentimento di pericolo”), prendi un respiro profondo, valuta da dove proviene il passo, cerca un’uscita laterale o una zona illuminata. In questo modo, non perdi il controllo e puoi muoverti con maggiore vantaggio.
2 - Nella vita di tutti i giorni, immagina di trovarsi in una discussione accesa
con qualcuno che ti accusa o ti provoca verbalmente. Anche se non è
un’aggressione fisica, la gestione delle emozioni entra di nuovo in gioco: se
esplodi di rabbia, puoi diventare vulnerabile, perdere lucidità, magari
peggiorare la situazione. Se invece gestisci la rabbia, mantieni calma, uso
della voce ferma, postura aperta, puoi scegliere come comportarti:
allontanarti, negoziare o evitare. Questo esercizio è valido anche per la
difesa personale perché molto spesso le aggressioni partono da provocazioni che
possono sfuggire al controllo se la componente emotiva domina.
Anche se la
gestione delle emozioni è una componente fondamentale, non è una garanzia
assoluta: ci possono essere aggressioni rapide, contesti imprevedibili,
soggetti aggressivi che non lasciano margini. Tuttavia, senza questa capacità
si è molto più vulnerabili.
La gestione
emotiva non deve diventare repressione.
È quindi
importante padroneggiare l’equilibrio: usare le emozioni, non esserne usati.
Questa
capacità richiede allenamento costante: riconoscere emozioni, gestirle,
prepararsi mentalmente sono azioni che diventano abitudine solo con pratica e
riflessione.
Conclusione
La gestione
delle emozioni nella difesa personale rappresenta uno dei pilastri fondamentali
per una sicurezza efficace. Non basta soltanto saper reagire con il corpo:
bisogna sapere come reagisce la mente, come risponde il corpo alle emozioni,
come possiamo influire su quel processo. Allenare la consapevolezza emotiva, la
regolazione, e un atteggiamento mentale proattivo ci rende meno vulnerabili,
più lucidi e più pronti. Se combiniamo questa capacità con l’osservazione
dell’ambiente, la prevenzione e le tecniche fisiche, costruiremo una difesa
personale davvero integrata. Curare il “cuore e la mente” è tanto rilevante
quanto il preparare il “corpo”.
Bibliografia
- https://www.csps-efpc.gc.ca/tools/jobaids/managing-emotions-impact-eng.aspx
- https://www.cvpsd.org/post/emotional-intelligence-your-first-line-of-self-defense
- https://www.mindful.org/emotional-self-control-matters
- https://www.stress.org.uk/emotional-management
- https://creaworld.org/wp-content/resources/toolkits-and-manuals/Self-Care-and-Self-Defence-Manual.pdf
Testi e
monografie consigliati per approfondire
- Goleman, Daniel - Intelligenza Emotiva. Che cos’è e perché può
renderci felici. (Edizione italiana)
- Mazzardis, Barbara - Difesa Personale. Psicologia e strategia dell’autodifesa nelle aggressioni. Maggioli Editore, 2018.
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