Perché è importante seguire il metodo della progressione nell’apprendimento
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Quando una persona inizia un nuovo sport, come il Taekwon‑Do o la difesa personale, non ha ancora punti di riferimento: tutto è nuovo, strano, a volte persino un po’ confuso. Per questo è fondamentale seguire un metodo che accompagni l’allievo passo dopo passo, senza saltare fasi importanti. Questo metodo si chiama metodo della progressione.
Pensiamo a un ragazzo che entra per la prima volta in palestra per imparare Taekwon‑Do. Non ha mai tirato un calcio, non conosce le posizioni, non sa come muovere le mani per difendersi. Se gli chiedessimo subito di eseguire una combinazione complessa, si sentirebbe perso e frustrato.
Ma se partiamo da movimenti semplici come: la posizione di base, un pugno lineare o un calcio basso, l’allievo inizia a capire, a sentirsi capace e a costruire fiducia. È qui che entra in gioco il metodo della progressione.
Il metodo della progressione spiegato in modo semplice
1 – Dal facile al difficile: migliorare
Si parte da ciò che è più semplice e immediato, così l’allievo può capire i movimenti senza sentirsi sopraffatto. Esempio: prima si impara a stare in guardia, poi a spostarsi, poi a tirare un pugno e solo dopo si uniscono i movimenti. Questo permette di migliorare passo dopo passo, senza confusione.
Cosa fare? Assicurarsi che ogni fase sia davvero compresa prima di passare alla successiva.
2 – Dal grezzo al fine: perfezionare
All’inizio i movimenti sono “grezzi”: poco precisi, lenti, magari scoordinati. Con la pratica si lavora sui dettagli: postura, respirazione, equilibrio, velocità. Qui l’obiettivo è perfezionare ciò che già si sa fare.
Cosa fare? Correzioni costanti e semplici, senza sovraccaricare l’allievo.
3 – Dal semplice al complesso: competere
Quando i movimenti di base sono chiari e puliti, si possono unire tra loro. È il momento delle combinazioni, delle tecniche in sequenza, delle situazioni più realistiche. Questo permette all’allievo di competere, cioè di usare ciò che ha imparato in un contesto più dinamico.
Cosa fare? Introdurre gradualmente variabili come distanza, tempo, ritmo.
4 – Dal noto all’ignoto: conoscere
Una volta che l’allievo ha solide basi, può affrontare tecniche nuove, più avanzate o più impegnative. Il “noto” diventa la sua sicurezza, il punto da cui partire per esplorare l’“ignoto”. Così l’allievo continua a conoscere, crescere e ampliare le sue capacità.
Cosa fare? Collegare sempre ciò che è nuovo a qualcosa che l’allievo già conosce.
Perché tutto questo è importante
Seguire il metodo della progressione significa:
- evitare frustrazione e confusione
- costruire fiducia e motivazione
- creare automatismi solidi
- far crescere l’allievo in modo naturale e sicuro
- permettere di applicare le tecniche in situazioni reali o in combattimento
In altre parole, è il modo più efficace per trasformare un principiante in un praticante consapevole, coordinato e sicuro di sé.
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